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venerdì 17 gennaio 2014

La notte tra 16 e 17 gennaio 2014

Piccoli delfini arenati / lungo le contrade sconnesse / di Carosino
Per l'occasione aggrappatasi / ai fianchi di un colle puntito

mercoledì 8 gennaio 2014

08 gennaio 2014

Io, per esempio, non so piegare i vestiti.
Ogni volta che preparo un bagaglio è una tragedia.
Se sono a Carosino, chiedo ancora a mia madre di aiutarmi.

Tu, per esempio, li sai piegare alle perfezione.



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Aka le cose che non abbiamo in comune
Aka perché siamo fatti l'uno per l'altra

martedì 7 gennaio 2014

07 gennaio 2014

Che bello il cielo di Carosino.
Limpido, pieno di stelle.
Bello.

Non voglio più vederlo.
Niente più budelli.
Voglio cieli neri.
Voglio cieli vuoti.
Torbidi.
Inquieti.

Voglio cieli da riempiere.
Voglio cieli sconosciuti.
Voglio cieli in cui perdermi.
Senza stelle polari.
Senza croci del sud.

Voglio smettere di sognare.
Voglio smettere di credere e sperare.

Voglio la poesia vera.
Non voglio più una stella.

martedì 24 dicembre 2013

lunedì 8 aprile 2013

08 aprile 2013 bis


Riappropiarsi di qualcosa di proprio, di un territorio di senso, di un posto immensamente privato.
Donare non è mai un errore.
Soprattutto se si dona trasparenza di significati, di quelli che li puoi guardare attraverso e capire tutto immediatamente. Non come i forellini nel guscio di mandorla secca, ma nemmeno come lo spazio tra il suolo e le nuvole. Semplicemente come un posto, che esiste a prescindere dalla sua materialità.
Eppure è la materia che lo costituisce che lega e fa tornare, che fa prendere la mano della persona scelta e la fa posare sulla pietra, sull'erba, sul sesso.
Donare non fa tornare indietro.
Non puoi togliere dalla retina le impressioni, dalle narici gli odori, dalle piante dei piedi il contatto con la tua terra, dal membro l'impronta del tuo amore. Non puoi far nulla di un dono trasparente conficcato sotto lo sterno altrui. Puoi solo credere che ci stia bene e cresca e faccia fiori bianchi e frutti trasparenti protetti da gusci bucherellati.
E poi puoi tornarci nel posto.
Urlare di dolore e piacere, eccitarti per il verso di un uccello, per le carezze del vento, per la violenza dell'odore della terra rossa e dell'erba umida, per la bellezza della pietra schiaffeggiata dal sole. Mettere i piedi, e le mani, e la faccia, e le braccia nel tuo posto e farlo di nuovo tuo, tanto profondamente tuo che non potrà mai essere di nessuno che non abbia avuto anche te.
E in questi dolorosi legacci di proprietà, riconoscere che l'amore è un'altra cosa. Che non c'entra con i suoni della campagna, non c'entra con il possedere i posti con spasmi e voce rotta, non c'entra con l'imprimere una traccia indelebile di senso.
L'amore è il contrario del possesso.
Il possesso mai è stato trasparente.
E il possesso mai è stato tanto trasparente quanto lo è posto davanti all'amore.



Il collegamento tra un’erezione e una donna nuda non è che uno dei mille modi in cui il Creatore può regolare il meccanismo a orologeria nella testa dell’uomo. E che cosa ha a che fare l’amore con tutto ciò? Nulla. Se nella testa di Tomas una rotellina andrà fuori posto e lui si ecciterà solo alla vista di una rondine, ciò non cambierà nulla nel suo amore per Tereza. Se l’eccitazione è un meccanismo con il quale il nostro Creatore si diverte, l’amore è al contrario qualcosa che appartiene soltanto a noi e ci permette di sfuggire al Creatore. L’amore è la nostra libertà. L’amore è al di là dell’«Es muss sein!». (Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere, Adelphi, Milano 1989, p. 255)

08 aprile 2013

Mai stato meno trasparente


venerdì 24 giugno 2011

24 giugno 2011 © la bocca del vento

Rajmne ti pomeriggiu a Carusino
cu li porte ti li balcune apierte
e la cosa trasparete ca nni spia
e move li tende.






© la bocca del vento

giovedì 2 giugno 2011

02 giugno 2011

- Anche un paesino può generare estrema meraviglia. -

Tra le ciglia le rondini si rincorrono.
Tra le ciglia la cosa trasparente si fa attraversare placida.
Acquiescente.
Quasi materna.

Tra le ciglia lo zinzulare e il rosa intenso del cielo si confondono.

La cosa trasparente abbraccia tutto e tutto contiene.
Anche le mie ciglia rivolte verso il cielo.

lunedì 18 aprile 2011

18 aprile 2011

La cosa trasparente muove le bandiere nella piazza del paese.
Le muove forte tirandole dagli angoli, quasi volesse strapparle ai pali.
Lo fa ininterrottamente da quando sono qui...
Sembra rabbiosa.
O forse è la mia rabbia che si spande nella cosa trasparente.
Spero mi perdoni per questo.

martedì 1 marzo 2011

1 marzo 2011

Mi dicono che la cosa trasparente sia stata avvistata a Carosino: forse sta facendo un trasloco o qualcosa del genere.
Sposta cose e fa un sacco di rumore.
Soprattutto quando sposta le foglie degli alberi per dar loro un nuovo ordine, senza riuscirci definitivamente.